It’s freelance time.

By max

Mentre l’Art Directors Club Italiano indice il primo congresso dei free italiani (il 3 ottobre alla Naba di Milano), ritrovo sul blog di Freelance switch il post 101 essential freelance resources: di tutto di più per i cani sciolti del mercato.

La lunga lista è disponibile anche in italiano, su Rails On The Road.

Fonte: Copywriter Underground.

3 Risposte a “It’s freelance time.”

  1. Maurizio Goetz Dice:

    Resoconto del congresso. Si parlerà del problema della creatività, perchè non si vince a Cannes, nuove definizioni del termine creativo, varie ed eventuali.

    Si può evitarlo?

  2. ohmymarketing! Dice:

    Oh no, spero proprio non parleranno troppo di queste cose!
    Sinceramente, credo che i freelance abbiano ben altro cui pensare.
    Vedo con favore questa iniziativa, primo passo di un coordinamento/inquadramento di una categoria spesso maltrattata e talvolta considerata con sufficienza.
    Invece è una fascia di professionisti in forte ascesa.
    E qualcosa mi dice che – essendo degli imprenditori in prima linea e non dei creativi da salotto – si dimostreranno molto concreti.
    Vedremo!

  3. Maurizio Goetz Dice:

    Ogni occasione di confronto è una grande opportunità. I freelance a cui appartengo anche io dopo aver lavorato in agenzia e centro media, se si organizzassero potrebbero essere una punta di innovazione per il nostro Paese. La loro forza è il network. Lo vedi quello che accade in rete, se potesse essere allaragato avrebbe un impulso davvero straordinario sull’operatività anche quotidiana.

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