Anzi, la blogger.
Ma andiamo con ordine.
Senza crederci troppo, più per curiosità che per altro, lanciai una piccola sfida a un pezzo di blogosfera italiana, quella che segue la creatività pubblicitaria: trovare il nome per una cucina.
Il gioco era: non per denaro ma per gioco, e anche per mettersi un po’ in mostra.
Il post originario sul blog di Febal Cucine (l’azienda cliente della mia agenzia) è qui, il post di ohmymarketing, invece, qui.
La risposta è stata incredibile, le proposte quasi 300, i commenti numerosissimi, il cliente felicemente stupito da tutta questa attenzione.
Non sono mancate alcune polemiche, forse anche comprensibili per certi aspetti, a cui ho cercato di rispondere al meglio che ho potuto, ma la verità è che non ci aspettavamo una risposta così, ci siamo trovati impreparati a tutto, anche alle critiche.
E il nome della cucina è stato scelto proprio tra quelli proposti dai blogger: Wendy. Qui l’annuncio ufficiale.
A questo punto, ci è sembrato giusto riconoscere concretamente tutto questa collaborazione spontanea. Ci abbiamo pensato un po’ poi abbiamo deciso, noi di Monkey Business, di dare un premio in denaro alla blogger Arianna, che ha proposto il nome scelto. Non una cifrona, ma un assegno che ad Arianna ha fatto piacere.
Da parte mia, sono contento di aver contribuito a scrivere questa storiella 2.0, vincendo qualche paura e sfidando un po’ – a rischio di una figuraccia con il cliente – le convenzioni.
Adesso posso farlo io un titolo?
Adv 2.0. Business as unusual.
Eh.
14 Gennaio 2008 alle 2:04 pm |
Mi fa davvero piacere apprendere tale notizia. Io su quel post sono capitato per sbaglio e mi ha fatto un’ottima impressione il blog in toto, soprattutto per le belle idee messe in gioco.
C’è sicuramente da imparare
14 Gennaio 2008 alle 6:19 pm |
bella iniziativa!
red
15 Gennaio 2008 alle 9:32 am |
[...] riferimento a fatti avvenuti NON è puramente [...]
15 Gennaio 2008 alle 12:58 pm |
Una domanda, Perchè non coinvolgere i clienti finali, potenziali destinatari del prodotto? Allora si che in quel caso tutto tornerebbe. Ricordo anni fa il tentativo di una nota assicurazione on line di coinvolgere i copy nello stesso modo e i commenti negativi furono gli stessi. Il conflitto è evidente, perchè si tratta di professionisti. Sarebbe invece stato un caso interessante di Citizen Marketing se si fosse cambiato interlocutore (clienti finali.)
Che ne pensi?
15 Gennaio 2008 alle 5:32 pm |
sì è vero, ti seguo. il cerchio si sarebbe chiuso in modo diverso.
come ho cercato di spiegare, è stata un’iniziativa un po’ improvvisata (non so se dirlo con malceleato orgoglio o con imbarazzata vergogna, va bè, facciamo con tutt’e due).
essendo io un pubblicitario (e un copy) mi è venuto spontaneo impostare la cosa da copy.
è stata un’esperienza utile, che ci ha fatto imparare delle cose, e altre ne continuiamo a imparare (anche dal tuo commento…)
peraltro, mi viene in mente che qualche contributo – venuto dall’entourage dei negozi febal – si avvicina un po’ alla tua idea, ancora non tocca i clienti finali, ma si è fermata un solo anello prima nella catena… (il negozio appunto, l’anello prima del cliente finale).
15 Gennaio 2008 alle 7:27 pm |
Però assegnare un premio in denaro solo dopo che è esplosa la polemica mi sembra un po’… Un po’, ecco.
Ciao.
17 Gennaio 2008 alle 5:14 pm |
io chiamerei la cucina … moondance
18 Gennaio 2008 alle 10:54 am |
[...] aperto la nostra botteghina, dopo aver ridefinito i nostri scenari e la nostra identità, dopo aver affidato un lavoro per un nostro cliente a copywriter sconosciuti nella [...]
25 Gennaio 2008 alle 4:32 pm |
[...] oggi con il titolo Claudio Ferri/Febal: entusiasta del blog. Si parla, in particolare, dell’iniziativa che ha portato l’azienda a scegliere il nome di una nuova cucina tra quelli proposti dalla [...]