Classificazione dei lavori creativi.

Chi inventa per lavoro può trovarsi nella condizione di non riuscire a classificare il proprio operato.

Ecco una semplice guida.

a) spero che mia madre non venga mai a sapere che sono stato io = categoria vergogna

b) l’ho fatto io, ma chi se ne frega = categoria dignità

c) accidenti che bello, spero lo annuncino al tg di stasera = categoria orgoglio.

Mentre è logico puntare ogni volta alla categoria orgoglio, non è del tutto disdicevole rimanere in media “dignità”. La cosa importante, secondo me, è non cadere mai nella categoria vergogna.

(E per i veramente ambiziosi, il trucco è: mai, ma veramente mai, far uscire dalla porta dell’ufficio niente che non sia nella categoria orgoglio).

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4 commenti
  1. dario ha detto:

    concordo. ma poi succede che qualcosa di quello che è in categoria orgoglio il periodo successivo scivoli in dignità.

  2. certo, nulla è più effimero della pubblicità, ma credo sia già tanto avere motivi di orgoglio nel periodo che si sta vivendo. il futuro, si sa, è sempre un’altra storia (anche se il bel lavoro invecchia meno, a volte per nulla).

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