Incontro in accademia.

Sono stato invitato a fare una chiaccherata con una classe di aspiranti pubblicitari in Accademia di Comunicazione, il 10 ottobre.

Mi fa piacere tornare in quelle aule dopo avervi insegnato per un po’ di anni. Ma il motivo del post è un altro.

Vorrei sapere da chiunque legga queste righe e stia pensando/puntando/girandointorno a un lavoro in pubblicità

le cinque cose che vorreste che qualcuno finalmente vi spiegasse sulla pubblicità e sul lavoro nelle agenzie.

Prometto che farò del mio meglio per dare delle risposte sincere e corrispondenti alla mia esperienza sul campo.

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17 commenti
  1. luisella ha detto:

    come TROVARLO il lavoro…

  2. max ha detto:

    …la madre di tutte le domande!…

    le altre quattro?

  3. cetri ha detto:

    Ho già buttato giù più volte i miei dubbi e le mie domande su questo mondo.
    Però forse ho sbagliato nel dirigere l’attenzione solo verso la pubblicità e quasi mai sul pubblicitario.
    La mia domanda è allora questa: chi è il pubblicitario?
    Quali sono i desideri, i dubbi, le paure di chi libera un messaggio e forgia desideri? A cosa va incontro chi vuole avvicinarsi a quest’arte moderna?

    E riguardo alla domanda di Luisella: com’era?
    “E’ meglio un fesso che cammina che dieci intellettuali seduti”?
    Va bene, perfetto. Uno cammina e se ce n’è bisogno corre pure.
    Ma dove? Non si rischia, a volte, di camminare in tondo?

    Dal post mi pare di capire che l’incontro non è pubblico.
    Peccato, davvero.

  4. max ha detto:

    è vero l’incontro non è pubblico, però qui sì, siamo in pubblico.

    in ogni caso vorrei, se ce la faccio, riportare qui sul blog gli eventuali sviluppi di quella parte di discussione che si svolgerà fuori dal blog, quel giorno in aula.

  5. ciao! colgo subito la palla al balzo visto che ho qualche curiosità (forse qualcuna fuori tema….. non sgridarmi):
    1) quanto c’è di scientifico e quanto di istintivo nella creazione di una campagna di successo?
    2) perchè non si vincola la remunerazione dell’agenzia creativa all’impatto della campagna sulle vendite del prodotto pubblicizzato?
    3) quali sono i clienti per cui è più bello lavorare?
    4) mi citi 3 pubblicità/campagne che trovi geniali?
    5) creativi si nasce o si diventa? (esistono x esempio tecniche per sviluppare le proprie capacità?)
    grazie/ri-ciao

  6. funkyzone ha detto:

    in Accademia sarò seduto in prima fila! intanto anticipo qualche curiosità:

    1- come si è modificato il mondo dell’adv nel rapporto tra grandi agenzie multinazionali e piccole indipendenti?

    2 – è bene che un copywriter impari ad essere anche un discreto planner?

    3 – una neonata agenzia lavora con i metodi delle grandi o sviluppa strategie innovative?

    4 – è vero che c’è una crisi nel tradizionale above the line, e che dai messaggi generalisti si passa sempre più a campagne polimediali personalizzate?

    5 – dopo quanti anni è bene che un creativo lasci l’agenzia dove lavora per abbracciare nuove esperienze?

    Un caro saluto! Ci vediamo in Hdemia!

  7. max ha detto:

    vedo già di essermi messo nei guai da solo…

  8. arwenh ha detto:

    a me piacerebbe tantissimo creare pubblicita’.. quelle che in 30 secondi ti raccontano una storia e ti lasciano a bocca aperta, quelle che ricordi come un film. insomma, quelle che non stufano, quelle che sono lo 0.1% della pubblicita’ che ci propinano alla tv.
    i 30 secondi d’oro.

    ma sono un ingegnere, e il lavoro gia’ ce l’ho :)

  9. max ha detto:

    bellissime domande. grazie. non so se le risposte saranno all’altezza, ma ci provo.

    1 – come TROVARLO il lavoro.

    luisella, questo è un colpo basso, se avessi la risposta a questa domanda… comunque il mio massimo – nonché inutile – contributo alla questione l’ho dato qui, un post che tu conosci già. sono consigli inutili, ma sssa mai…

    https://ohmymarketing.wordpress.com/2007/05/12/consigli-inutili-per-giovani-creativi/

    anche qui c’è una cosa bella per i giovani:

    http://blog.camisani.com/2007/06/siamo-in-guerra.html

    2 – chi è il pubblicitario? dubbi,paure,desideri?

    altra domandina facile. diciamo come sono quelli che ho conosicuto io [area creativa naturalemte, degli altri non posso dire]. gente fantastica, schizzata quanto basta e anche di più, ma capace di star seria in riunione col più becero dei clienti. in pubblicità ci si divertiva moltissimo, prima del periodo crisiprecariatoslicenzioamentimerger… inoltre c’è la possibilità di incontrare gente realmente geniale, e artigiani formidabili. se dovessi dire un criterio del creativo-tipo, ammesso che ce ne sia uno, è una persona che muore se non comunica. ma non prendetemi in parola.

    3 – a cosa va incontro chi vuole avvicinarsi alla pub?

    sinceramente: non lo so. io ho lasciato il mondo delle agenzie nel 2000 per aprire il mio posticino. mi pare ci sia grande frammentazione, le rare volte che parlo con colelghi, sono tutti scontenti, ma non ci credo (mai visto un pubblicitario contento, tolto i 5 minuti dopo fatta la campagna). come se non bastasse c’è il terremoto di Internet. mi piace pensare che tra le molte difficoltà che attraversa il settore, ci siano dei posti dove regna ottimismo, intelligenza e voglia. trovarli è la scomessa.

    4 – quanto c’è di scientifico e quanto di istintivo nella creazione di una campagna?

    niente di scientifico, molto istinto e, nei casi peggiori, mestiere (inteso come uso di tecniche acquisite e consolidate). disperazione, rabbia e terrore di non farcela, anche tanto.

    5 – perchè non si vincola la remunerazione dell’agenzia creativa all’impatto della campagna sulle vendite del prodotto pubblicizzato?

    non lo so. immagino che sia perché è un modello difficilmente misurabile: è impossibile, al di fuori del direct marketing, misurare l’efficacia di una campagna. so di contratti che vincolano una parte della remunerazione all’incremento di vendite nell’arco di un certo tempo, ma non ho dati né info.

    6 – quali sono i clienti per cui è più bello lavorare?

    quelli che rispettano il tuo lavoro. quelli che ti chiedono la luna. quelli che ti aiutano a prenderla. quelli che, dopo il lavoro, ti senti un po’ più grande. quelli che ti fanno crescere, crescendo con te. quelli che non fanno le gare perché sanno scegliere. quelli che decidono in 24 ore. quelli che rischiano. quelli severi. quelli di successo. quelli con buoni prodotti/servizi. quelli curiosi.

    7 – mi citi 3 pubblicità/campagne che trovi geniali?

    excite: i ceppi alla macchina dei vigili (il mondo che vorrei).
    telecom italia: gandhi.
    heineken “out of sync” (heineken refreshes the parts other beers cannot reach)

    8 – creativi si nasce o si diventa? (esistono x esempio tecniche per sviluppare le proprie capacità?)

    uh, non so. un po’ si nasce, ma credo lo si possa anche diventare. un detto che girava sulla ricetta per lavorare bene: 1% inspiration, 99% perspiration, come dire ok il talento, ma devi darci dentro. se hai talento devi lavorare duro per coltivarlo, se non ce l’hai devi lavorare duro per colmare la lacuna, e ce la puoi anche fare. è artigianato, che ogni tanto sfiora l’arte. damien hirst avrà talento o se lo sarà fatto venire?

    9 – come si è modificato il mondo dell’adv nel rapporto tra grandi agenzie multinazionali e piccole indipendenti?

    in questi anni sono sorte molte piccole indipendenti che lavorano a livelli comparabili alle grandi multinazionali, un fatto impensabile anni fa. credo sia una conseguenza della maturazione del mercato. io ne ho una :-)

    10 – è bene che un copywriter impari ad essere anche un discreto planner?

    sì e non solo. anche un discreto art director, un discreto marketer, un discreto regista. anzi no, togli discreto e mettici eccellente. se ti chiedi perché guarda questa presentazione:

    https://ohmymarketing.wordpress.com/2007/07/13/shift-happens/

    11 – una neonata agenzia lavora con i metodi delle grandi o sviluppa strategie innovative?

    credo che i metodi non siano diversi, quello che cambia è l’atteggiamento di fondo, che è molto importante in tutte le fasi del lavoro. come è logico, una piccola ha più capacità di reazione e dinamismo nell’immediato, ma può scontare affaticamento e mancanza di risorse a medio-lungo termine. il fattore chiave – piccole e grandi – è comunque lo stesso: le persone che ci lavorano.

    12 – è vero che c’è una crisi nel tradizionale above the line, e che dai messaggi generalisti si passa sempre più a campagne polimediali personalizzate?

    non posso darti conferme verificate da dati e ricerche, ma è vero che lo spirito del tempo va nella direzione che tu dici. di sicuro, chi continua a ragionare solo in termini di pagina-spot è svantaggiato rispetto a chi lavora in modo più articolato. ma, secondo me, siamo agli inizi. sto facendo un po’ di lavoro in questo senso su Aziende con le Orecchie se ti interessa

    http://aziendeconleorecchie.wordpress.com/

    13 – dopo quanti anni è bene che un creativo lasci l’agenzia dove lavora per abbracciare nuove esperienze?

    non si può dire, dipende da mille fattori. il mio personale criterio è: quando me lo dice la pancia.

  10. danilo ha detto:

    Vorrei sapere perchè dopo 15000 buttati per un master in hdemia, dopo 20 colloquio con tante illusioni, tanti le faremo sapere e tanti sei la persona che stavamo cercando, sono ancora senza uno straccio di stage.

  11. max ha detto:

    ciao danilo,

    la tua domanda è rimasta senza risposta, non solo perché mi è scappato il momento e poi me ne sono dimenticato, ma anche perché, come immagini, la risposta non ce l’ho.

    max

  12. Flavia ha detto:

    Vorrei che mi spiegassero perchè la pubblicità italiana non riesce a reggere il confronto con certa creatività straniera (vedi, soprattutto e sopra tutti, quella brasiliana, ma anche malese e cinese).

  13. max ha detto:

    terrificante domanda, a cui tentano di rispondere zilioni di intervistati ogni anno dopo il festival di cannes.
    non mi metterò in concorrenza, penso sempre che se i colleghi opinionisti dedicassero al lavoro le energie che riservano alle polemiche inutili sui media, la qualità della nostra pubblicità salirebbe decisamente.

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