Facebook è pentito e chiede scusa.

Grazie a Blogs4biz scopro che Facebook chiede scusa e promette che non lo fara più (puntate precedenti: FB ha pasticciato con la privacy della sua community perché è bello avere 50 milioni di utenti, ma essere ricchi è ancora più divertente).

3 commenti
  1. Caro Massimo riguardo alla privacy ho maturato un’ idea, che forse va contro corrente. Io di questa storia della privacy ne ho piene le tasche. Trovo tutto questo poco serio.

    Mi spiego. La privacy secondo me è un valore importante da difendere quando si tratta dei miei dati sanitari, i miei conti bancari. La privacy dovrebbe difendere cose che hanno a che vedere con la mia dignità o i miei affetti. Punto.

    Ora cosa c’entra con la privacy il fatto che i miei amici vengano a sapere che ho comprato la nutella? E chissene? Lo vogliamo dire?

    Io sto cominciando ad odiare sta c$%*ta della privacy perché sta letteralmente frenando l’economia. Non riesci più a contattare qualcuno che subito ti dicono che per la privacy non ci puoi parlare. Inoltre per un’ economia rigida e ingessata come quella italiana questo è un vero suicidio.
    L’economia corre quando i contatti aumentano e le relazioni vengono fluidificate.

    Io sono dell’opinione che la trasparenza dei contenuti, altro che privacy, ci difenderebbe dalla corruzione di alcuni politici o da fenomeni come la pedofilia. Se non voglio che gli altri della mia comunità “sappiano” è perché ho qualcosa da nascondere.

    un saluto

  2. Marco ha detto:

    Ripeto il commento del post precedente: basta editare i privacy settings.

    http://www.facebook.com/privacy.php?view=unconfirmed_actions

    Capisco che per molti utenti solo la parola settings faccia venir l’orticaria, ma un minimo di autoformazione è alla portata di tutti. Ovvio che facebook di fronte a una crisi dica “scusate, scusate…” ma più andiamo avanti pià l’aòfabetizzazione digitale diventerà importante. Sarebbe curioso un parere del Ministro Gentiloni al riguardo…

  3. max ha detto:

    roldano: privacy… forse ho usato la parola sbagliata… mi pare che la questione facebook non riguardi la privacy nel senso del rispetto a una legge, ma del patto tra un sito e i suoi utenti.

    marco: d’accordissimo che l’alfabetizzazione digitale è nelle cose – ma mi pare di aver capito che con fb beacon non si possa editare il setting a livello generale (opt-out), ma solo volta per volta, il che è uno dei motivi dell’indignazione generale.

    sig ministro: che consiglio darebbe, dal suo punto di vista, a un network internet con 50 milioni di utenti alla ricerca di un modello di business remunerativo?

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