Ho letto La coda lunga.

Dalla filosofia della scarsità alla mentalità dell’abbondanza.

Dalla dittatura degli Hit (decisi da qualcun altro) alla democrazia della Nicchia (che ognuno si ritaglia da sé).

E – soprattutto – dai colli di bottiglia della distribuzione fisica di oggetti concreti alla cornucopia infinita di oggetti digitali resa possibile dai magazzini digitali à la Amazon.

L’aveva detto Negroponte nel 1995 (in Essere Digitali) che saremmo passati dagli atomi ai bit, e adesso (pardon, nel 2006) Chris Anderson con La coda lunga ci spiega come tutto questo stia cambiando l’economia.

Riporto la pagina che mi è piaciuta più di tutte, la lista qui sotto. L’autore la definisce

alcune trappole mentali in cui cadiamo a causa della filosofia della scarsità

ma i romantici come me tendono a vederci un bellissimo Manifesto Della Riscossa Marginalista.

– tutti vogliono essere delle star
– tutti sono mossi dal denaro
– se non è un successo è un fiasco
– l’unico successo è il successo di massa
– direttamente per il video = male
– autopubblicato = male
– indipendente = non sono riusciti a strappare un contratto
– amatoriale = dilettantesco
– basse vendite = bassa qualità
– se fosse valido sarebbe popolare

Il libro in una frase:

La coda lunga è il terzo libro della Sacra Triade: leggerlo insieme a Cluetrain Manifesto e Business Blogs può aprire molti scenari.

Qui il blog sul libro, e qui l’articolo originale su Wired da cui Anderson ha sviluppato il libro (ottobre 2004).

6 commenti
  1. cetri ha detto:

    Ho appena iniziato con La riscossa di Atlante e ho già altri libri che vorrei leggere, ma inutile dire che sarà un’altra lettura da segnarmi. Anche se sono sempre troppi i libri virtualmente sul comodino. :D

    A proposito, ho aperto un tlog sulla comunicazione http://repository.tumblr.com
    Se vuoi fai un salto ;)

  2. cetri ha detto:

    Ovviamente è “La rivolta di Atlante”. :S

  3. max ha detto:

    che libro è la rivolta di atlante? puoi dirci qualcosa?

    ora vado a vedere il tlog :-)

  4. cetri ha detto:

    Oltre mille pagine dove la Rand espone la sua filosofia oggettivistica mettendo in scena le vicende della Taggart Transcontinental. L’ho iniziato da un paio di settimane e posso solo dire che nelle prime trecento pagine dei personaggi principali si sa poco e niente, ma i personaggi secondari che secondari non sono sono molto ben caratterizzati.
    In questo libro la Rand esalta il mito americano e i suoi più grandi valori, egoismo e individualismo, che soli possono, a suo dire, realizzare il genio di ogni essere umano. A questo ovviamente si accompagna la critica verso uno Stato ingerente in materia economica e, ovviamente, nell’esaltazione dello stesso che ne fa la dottrina comunista.

    E, indipendentemente dalle proprie idee, non si riesce a non parteggiare per chi, fregandose della comunità e del bene comune, lotta per il proprio benessere e profitto (la classica critica mossa ai filosofi che scrivono letteratura invece di saggi).

    Vediamo come va avanti. :D

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