Una delle tremila cosa che non capisco della mia banca.

Che dopo che hai passato un anno della tua vita a cercare di costruire una relazione con uno che là dentro gestisce i tuoi soldi regolarmente lo spostano.

E’ la terza volta che mi capita, dicono che hanno questo sistema per la formazione permanente del personale.

A me sembra una follia, ma forse i rapporti umani (lasciamo perdere il marketing) esulano dalla visione di business delle banche.

Visione?
Business?

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6 commenti
  1. Gio ha detto:

    Per questo ho un conto 100% online… che è comodo perché durante la settimana si fa fatica ad andarci in banca (parlo per me), ma ricordo bene il giovane laureato che mi aveva –letteralmente– aiutato nella scelta del conto: non fosse stato per lui ora terrei i risparmi sotto il materasso.
    Ben vengano le relazioni ad personam, peccato solo che nel business le blocchino sempre sul nascere.

  2. Luca R. ha detto:

    altra cosa interessante:
    quasi tutte le banche hanno una politica per cui non fanno lavorare nessuno nella zona dove sono cresciuti o vivono…
    li spostano tutti in altre zone.
    il motivo magari è spiegato qui:
    banche: la mia pensione in malora per una lavatrice
    http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1067033,00.html
    E’ difficile tirare pacchi a chi conosci bene, e dopo un anno si fa troppa amicizia.

  3. Lo fanno apposta, me l’ha spiegato questo libro interessantissimo che ho letto appassionatamente quando ero incinta (quindi non mi azzardo a fare citazioni precise, avevo gli ormoni a mille e i neuroni a zerovirgola) che si intitola Banca Bassotti, e poi l’ho perso. Ma si può? Però spiegavano tutte queste cose qui a cosa stare attenti e tanto ti fregano comunque, ma almeno tu ciai la cognizione di causa.

  4. speedo ha detto:

    Già… sono ormai 8-10 anni che le banche non sono più interessate ai clienti come “persona” strategicamente perdendo la possibilità di tenere fidelizzati tutti. Pensa solo quale valore aggiunto sarebbe per tutto il target pensionati poter avere una persona in banca che li accoglie e riconosce… sono rimaste pochissime le banche in cui il turnover supera i 24 mesi.

  5. Filippo ha detto:

    Da impiegato di banca da quasi 10 anni posso dire che la cosidetta job rotation fa parte dei processi di crescita del personale e della azienda stessa.
    Se fossilizzi una persona nello stesso posto con le medesime mansioni per troppo tempo rischi la demotivazione del dipendente, oltre a provocarne la ciecità rispetto ai processi aziendali; cambiare mansione (entro certi limiti, ovviamente) contribuisce inoltre alla generazione di nuove sinergie tra gli uffici e consente di risolvere molti problemi causati dalla non conoscenza delle attività svolte nelle altre strutture.
    Altrimenti finisce che ti trovi in catena di montaggio.

    Il discorso delle filiali sul territorio è poi un altro paio di maniche, tuttavia trovo corretto delocalizzare il dipendente onde evitare l’instaurarsi di favoritismi, piaceri e quant altro.

    Oggi come oggi fidelizzare un cliente bancario è molto difficile, di fatto gli istituti più “furbetti” (e questo accade soprattutto presso le filiali tradizionali) disincentivano la chiusura dei rapporti con assurde teorie che fanno desistere il cliente (che a quel punto è ancora più insoddisfatto), tipo “Ci vuole tempo per spostare le utenze, magari salta un pagamento e le staccano la luce”.

    UìLe banche online vanno bene per l’aspetto dei costi, ma la possibilità di avere un rapporto (anche solo telefonico) immediato e risolutivo non deve venire meno (conosco banche online che applicano un pricing anche per la sola richiesta del saldo via telefono).

    • max ha detto:

      ciao filippo,
      molte grazie per il tuo intervento, dall’interno del sistema bancario.

      capisco le ragioni che esponi, ma non posso non ragionare in termini di marketing (o di utente, che in fondo è lo stesso).
      quindi penso che sarebbe meglio trovare altri modi per far crescere i dipendenti nel modo giusto; troncare il rapporto creatosi tra cliente e rappresentante della banca è secondo me un disastro assoluto.

      in fondo mi pare che anche tu, parlando del fatto che il rapporto umano che non debba mai venire meno, riconosci implicitamente l’importanza di questo.

      sulla fidelizzazione, mi pare che un comportamento così equivalga a dire al cliente “anche se hai sempre lavorato bene con il sig. X adesso lavorerai con il sig Y, tanto per noi è la stessa cosa, e di te ce ne infischiamo”.
      l’unica scelta vera che rimane a un cliente è di andarsene dall’istututo, quindi non parlerei di fidelizzazione, ma al contrario, di atteggiamento contrario da parte della banca.

      su favoritismi, clientele e piaceri, a mio parere non sono ragioni sostenibili, anzi, il solo menzionarle da parte di una banca mi ingenera una sgradevole sensazione di ripulsa e disservizio.
      non vorrei proprio per niente essere cliente di una banca dove si contemplano queste cose come ragioni di una prassi!

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