Previsioni (stavolta non mie) sui media non digitali: finiti entro sei anni.

Lo dice Steve Rubel, mica uno qualsiasi. Anch’io però è un casino che non compro un CD.

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5 commenti
  1. Non è una previsione, è così generica che si potrebbe sempre dire che è giusta o sbagliata.

  2. marco ha detto:

    direi che per i CD è vero. un po’ meno per i giornali: leggere il giornale con il caffè al bar una cosa difficile da rimpiazzare con un equivalente elettonico

  3. Gio ha detto:

    Sarà sempre più così, anche se il numero di anni non conta, 5, 6 anni chi lo sa…

    @Marco: concordo però sul cartaceo/analogico, se i CD (che sono già in parte digitali almeno nel “sonoro”) finiranno presto, dischi, libri e giornali, anche se sempre più soppiantati da blog e eBook e MP3, resisteranno nelle case di appassionati e collezzionisti.
    E meno male!

  4. marco ha detto:

    se avessi un negozio di CD mi preoccuperei parecchio… l’mp3 e gli acquisti online diventerà sempre più la consuetudine… Il cartaceo credo invece che reggerà, in fondo è bello manipolare, annusare e leggere qualche cosa di “reale”

  5. max ha detto:

    anch’io ho dei dubbi sul tramonto definitivo della carta, però un ripensamento violento e radivale questo sì lo vedo. teniamo anche presente che rubel scrive dagli USA…

    nessuno ha letto “l’ultima copia del new york times”, su questi argomenti? è da un pezzo che vorrei leggerlo!

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