Stazione Centrale di Milano. Pregate per la sala d’attesa.



Avevo mezz’ora di tempo da ammazzare, aspettando il treno.

La sala d’attesa dov’è? Non c’è più – mi risponde una gentile impiegata del cambiovalute, cui mi sono rivolto dopo aver dribblato i venditori di chiavette Tre e abbonamenti Sky (vedi anche: marketing che vuole farsi odiare).

Però – prosegue la gentile impiegata – le consiglio la cappella della stazione: è riscaldata, e ci si può sedere.

(Ancora una volta, la Chiesa dimostra il miglior marketing del mondo).

4 commenti
  1. enrico ha detto:

    sai massimo, quando lavoravo a parma e capitava che il treno fosse in ritardo o io in anticipo, entravo sempre nella cappella della stazione a temporeggiare…in realtà tiravo fuori il libro e leggevo…secondo me è un posto affascinante, quasi kafkiano se consideri che là fuori c’è l’inferno…

  2. max ha detto:

    hai ragione, è affascinante.

    cmq ora ci trovi la gente che aspetta il treno, e in un certo qual modo ci sta bene. come se la fiducia nel treno che deve arriva fosse una forma di fede anche quella!

  3. Gio ha detto:

    certe cose rallegrano proprio le giornate più… infernali, grazie!

  4. max ha detto:

    in stazione non c’è granché da ridere, però!

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