The Headliners? Io preferirei The Hashtaggers.

Mad Ave's copywriter Peggy Olson

Si chiama Headliners un libro appena uscito sui migliori copywriter della pubblicità italiana. Anni fa avrei dato un braccio per esserci.

La headline – cioè il titolo del giornale, che nella pubblicità diventa il titolo dell’annuncio pubblicitario – è stata infatti per molti anni l’oggetto ossessivo delle mie giornate (e nottate) di lavoro. Divoravo gli annual, invidiavo quelle dei miei direttori creativi, sudavo mille camicie per produrne di buone.

Valeva per le headline, per i testi degli spot, soprattutto valeva per le idee di comunicazione, frutto di una magica alchimia tra parti testuali e visive di un messaggio, e quindi tra copywriter e art director.

Anni straordinariamente intensi, circa dieci, dalla metà degli ’80 in poi, di cui ricordo vivamente le lezioni dei maestri, le emozioni delle campagne finalmente in tv e sui giornali, la frenesia delle premiazioni dell’art directors club.

Poi son successe delle cose.

Ho aperto questo blog, nel 2007, riflettendo sul fatto che la gente entrava nel mio ufficio e mi parlava di marketing, non più di messaggi.
Ne ho aperto un altro che monitorava le aziende che facevano comunicazione… ascoltando (si chiamava Aziende con le Orecchie).

In Monkey Business, la mia agenzia, nasceva una nuova sensibilità.

Adesso mi sento lontano dal mondo delle headline. Adesso la pubblicità mi sembra una parodia di se stessa. Adesso, quando prendo in mano un quotidiano, vi trovo le notizie del giorno prima, che anch’io – come milioni di persone in tutto il mondo – ho visto già su Twitter o Google News.

Per questi motivi, adesso quel libro non mi interessa più tanto. Forse il libro in cui mi piacerebbe essere adesso, si dovrebbe intitolare The Hashtaggers.

2 commenti
  1. pasquale diaferia ha detto:

    Per apparire su # The Hashtagger, massimo, servirebbe aver fatto almeno un tweet nella vita… :-)))

    http://twitter.com/#!/massimocarraro

    A parte gli scherzi, The HeadLiners l’hai letto? ci sono fior di ashtagger, di blogger, di giovani digitali. Non puoi segare un libro che pensi sia fatto in un modo, quando è esattamente il contrario. Perché non passi stasera in feltrinelli? mi fa davvero piacere vederti…

    • ciao pasquale, grazie di essere passato di qua. per parlare dei miei tweet dovresti sapere dove li pubblico :-)))

      https://twitter.com/#!/maxthemonkey

      il profilo che indichi non è mio.

      non ho dubbi che il tuo sia un buon libro, la mia non era una recensione e penso si capisse (ne scrivo ogni tanto, sono trattate in modo diverso), ma una riflessione personale. certamente non volevo segare nessuno, se l’hai presa così mi dispiace.

      vedere la parola headline mi porta indietro nel tempo, vedere un libro intitolato così anche.

      il libro non l’ho letto e – ripeto – sono certo che è pieno di hashtaggers.
      il fatto è che il titolo parla di headline ;-)

      a presto!

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