archivio

Coworking

Vedersi in faccia.

Parlare di persona.

Il web è bello e importante, ma incontrarsi è un’altra cosa. Incontrarsi per parlare di un tema che piace, poi, è un privilegio bellissimo, e sono sempre grato a chi mi dà l’occasione di farlo.

Il tema è il coworking e la rete Cowo, mentre gli appuntamenti dove spero di incontrarvi sono:

FORLI’ – 26/9 h 11.00

– domani, giovedì 26 settembre 2013 alle 11.00, conferenza stampa allargata indetta da Forlì Self Storage – recenti affiliati Cowo – presso Coworking Cowo Forlì/Zona Industriale, via Carlo Zotti 20; partecipazione libera, segue aperitivo

Conferenza stampa Coworking Cowo Forlì

FIRENZE – 3/10 h 15.30 – 20.30

– giovedì 3 ottobre dalle 15.30 alle 20.30, Open Day Multiverso con presentazione ricerca “Le nuove tendenze del lavoro” allo spazio coworking Multiverso in via Campo d’Arrigo 42r; l’intervento di Cowo è previsto verso le 17.30, segue buffet

Cowork Multiverso Open Day Firenze Cowo

VARESE – 14/11 h 16.30

– giovedì 14 novembre alle 16.30, nell’ambito del festival di giornalismo GlocalNews, chiacchierata su “Co-working: dal bar allo spazio condiviso” in cui Giampaolo Colletti incontra Ivana Pais (Nuvola del lavoro), Marco Pichetto (sindaco di Veglio ideatore di Veglio Coworking Project), Romano Benini (workcoffee-workmag) e il sottoscritto

Massimo Carraro a GlocalNews Varese parla di Coworking

Annunci

Sono passati 4 anni dal primo BarCamp sul coworking, organizzato da Cowo il 17 aprile 2010.

Non eravamo tanto sicuri di noi, quindi lanciammo il tema “Di Cosa Parliamo Quando Parliamo di Coworking”.

Io portai le slides qui sotto.

Tutte le altre presentazioni di quella bellissima giornata le trovate qui, mentre  qui c’è la pagina di BarCamp.org con i relatori e il programma.

La partecipazione, nonostante fosse la prima volta, fu buona: vennero da tutto il nord Italia, e si presentarono anche The Hub Milano e La Pillola400 di Bologna.

Ci fu perfino uno sponsor: Lago.

2011

L’anno dopo, 2011, ci sembrava di essere già avanti, al punto da chiederci “A Che Punto è il Coworking”.

Qui sotto la mia presentazione, qui tutte le presentazioni del CowoCamp 2011, invece qui la pagina su BarCamp.org.

Fu il primo CowoCamp nella nostra sede di Via Ventura, a Milano: riempimmo il Cowo, per l’occasione riadattato a spazio eventi, e Bonduelle ci offrì le insalate per il pranzo :-)

2012

Arrivati al 2012, avevamo voglia di capire gli aspetti economici, quindi ci focalizzammo su “Il Coworking Visto dal Portafogli”.

Nelle mie slides di apertura, che ripubblico qui, compare per la prima volta il “giro d’affari” creato da Cowo con la sua rete:  quasi 400mila euro!

Oggi – grazie alla crescita ulteriore del network – sono diventati oltre 500.000. It’s the Cowo Economy, baby ;-)

Alcune presentazioni del CowoCamp 2012 sono pubblicate a questo link, mentre qui c’è la pagina relativa su BarCamp.org.

Degna di nota la comparsa di un’istituzione a un nostro Camp: Il Comune di Milano venne a raccontare cos’aveva in mente.

Stuporone!

2013

Ed arriviamo al CowoCamp di pochi giorni fa.

Il ricordo di quell’auditorium stipato (90 persone sedute + gente in piedi) e delle 22 presentazioni una dopo l’altra è ancora vivido.

Come tema, ci siamo chiesti: “Ma il Coworking Crea Valore?”

Mi piace pensare che il valore di Cowo lo andiamo costruendo anno dopo anno, tutti insieme.

Siamo o non siamo una rete?

Le presentazioni del CowoCamp 2013 sono qui, la pagina BarCamp è qui.

SlideShare

Infine, se non ne avete ancora abbastanza, sul canale SlideShare di Cowo trovate 54 presentazioni sul coworking, in italiano e altre lingue :-)

Enjoy!

Barcamp Yangon 2012

Ma i BarCamp si usano ancora?

mi scoprivo a chiedermi e a chiedere, qualche settimana fa.

Io non ne ho mai frequentati molti, ma qualcuno sì.

Una piccola serie l’ho anche organizzata: i CowoCamp, barcamp sul coworking 2010, 2011, 2012.

Ma ero in dubbio, il concetto BarCamp è nato nel 2005, un’epoca fa (per dire, il dominio Facebook.com era ancora in vendita).

Poi ho ripensato alla bellezza del concetto “Nessuno spettatore, tutti partecipanti”. A quella cosa così semplice e magica della “nonconferenza” (come fai a non pensare al noncompleanno?)

A quelle regole (vedi sotto), alcune così straordinarie, almeno per me, tipo:

Introduzioni di sole tre parole

E allora, anche se disubbideremo alla 6a regola, perché di presentazioni ne abbiamo già parecchie prenotate nonostante l’evento sia stato aperto, due giorni fa… allora è deciso: si fa il quarto CowoCamp nazionale, e sarà un Barcamp.

BarCamp Coworking Milano Giugno 2013 CowoCamp

Don’t forget:

  • 1st Rule: You do talk about BarCamp.
  • 2nd Rule: You do blog about BarCamp.
  • 3rd Rule: If you want to present, you must write your topic and name in a presentation slot.
  • 4th Rule: Only three word intros.
  • 5th Rule: As many presentations at a time as facilities allow for.
  • 6th Rule: No pre-scheduled presentations, no tourists.
  • 7th Rule: Presentations will go on as long as they have to or until they run into another presentation slot.
  • 8th Rule: If this is your first time at BarCamp, you HAVE to present. (Ok, you don’t really HAVE to, but try to find someone to present with, or at least ask questions and be an interactive participant.)

Qui la pagina di CowoCamp 2013 su BarCamp.org.

Qui l’evento Facebook (perché sono siamo più nel 2005… ;-).

[Nella foto in alto: a volte ai Barcamp parlano anche i Nobel, come Aung San Suu Kyi al Barcamp Yangon, Myanmar, 2012] 

Mentre presento il Programma CowoPass – un sistema che permette ai coworker di passare da un Cowo all’altro in modo semplice, economico, organizzato, in tutta Italia – mi rendo conto che questo sito è il mio primo e-commerce.

Cowo è per me un enorme, continuo, esperimento che mi fa imparare un sacco di cose.

Parte delle cose che so sulla rete e sui social media, le ho imparate cercando di far conoscere Cowo.

Il libro che ho scritto è basato in buona parte sull’esperienza di comunicazione di Cowo. Idem per gli e-book della serie “Marketing Horror”.

Le persone che mi hanno aiutato con l’ecommerce, e più in generale il team che lavora con me, l’ho conosciuto grazie a Cowo.

Se tutto questo vale qualcosa, allora sappiamo che la creazione del valore può passare dal coworking.

(Ah, dimenticavo, ho anche imparato come in genere all’inizio le cose non funzionino proprio benissimo… proprio come, erano i primi tempi di Cowo Milano/Lambrate, il WiFi smise di funzionare, anche CowoPass pare avere qualche bizza… keep calm, and carry on :-)

In qualità di fondatore di Cowo, ho partecipato ai lavori del Comitato d’Indirizzo per Milano Capitale delle Startup, task force voluta da Comune di Milano e Camera di Commercio per sintetizzare l’approccio della città di Milano rispetto al tema della giovane impresa e – soprattutto  della nascita di nuove aziende.

A inizio lavoro ho scritto qui qualche considerazione, a lavoro concluso vorrei riportare ciò che mi è piaciuto in particolare, e anche una cosa che non condivido.

Mi è piaciuto:

– il dibattito sulla definizione di start up (e qui sono contento che quanto uscito dal gruppo milanese sia più ampio rispetto a quanto indicato dal decreto sviluppo del Governo, in altre parole, a Milano “Startup” è un concetto più aperto e inclusivo che nel resto d’Italia, come sottolinea anche l’assessore Tajani nel video)

– lavorare a un tavolo dov’erano seduti Comune, Camera di Commercio, due società di venture capital, due avvocati, il coordinatore dell’incubatore del Politecnico di Milano, spazi di coworking/incbazione

– portare avanti un’agenda di lavoro in modo efficiente, e qui vanno ringraziati gli ottimi Giacomo Biraghi e Alvise De Sanctis

Non mi è piaciuto:

– quando la discussione è andata sui luoghi di lavoro tipici della giovane impresa e mi sono sentito dire che la tendenza mondiale è quella di accentrare le energie in singoli luoghi; avrò una visione distorta per la diffusione capillare del progetto Cowo – presente in egual misura in grandi città e piccoli centri, e sempre a costi bassissimi o nulli – ma la penso esattamente al contrario: io credo che serva sostenibilità diffusa, sparsa sul tessuto territoriale e quindi aperta, non luoghi unici, soggetti a logiche gestionali impegnative (e a modalità di coinvolgimento per forza selettive).

In ogni caso, un grazie a tutti per il coinvolgimento, e l’augurio che il lavoro dia buoni frutti da subito, già nell’anno che inizia domani.

E per chi vuole leggere il documento, cliccando qui lo può scaricare.

E’ passato un mese esatto dal post in cui davo voce alle mie perplessità sui grandi coworking, un po’ anche nate dalla notizia della chiusura di loosecubes, hub virtuale di coworking spaces newyorkese, abbondamente finanziata.

Vorrei essere chiaro: trovo bellissime le notizie sull’apertura di coworking con ingenti invesimenti alle spalle.

Bellissime e paurose.

Sarà che ho vissuto gli anni 80, con il loro disastroso rapporto denaro-valore, sarà che mi pare che l’enorme reazione di valore che ho visto accadere nei coworking (sostenibilità, relazioni professionali, incentivo alla nuova impresa, apertura trasversale di professioni e settori) sia anche frutto di una sana distanza dalle logiche del profitto, sarà non so cosa, io temo che i soldi rovinino tutto.

Io spero che non succeda.

Io spero che chi sta aprendo in questi giorni iniziative importanti abbia tutto il successo che desidera e anche di più (sarebbe anche un po’ mio, quel successo, dato che lavoro per il coworking da anni).

Ma spero anche che l’esigenza di far rientrare un investimento non chiuda mai la porta a un coworker.

Oggi ho letto due notizie che, sommate, mi fanno pensare.

La prima è che nasce a Milano un superspazio di coworking di 3.000 metri quadrati con 250 postazioni, che ancor prima di aprire si annuncia come “ecosistema perfetto”.

La seconda è che Loosecubes, azienda di New York tra le prime a proporre servizi di online booking per coworking chiude i battenti, dopo aver ricevuto finanziamenti per qualche milione di dollari ed essere passata da 2 a 16 persone in pochissimo tempo.

E poi penso a Cowo, alla fatica che facciamo a coinvolgere i coworker uno ad uno, penso alle persone che entrano nel progetto con 350 sudati euro e penso a noi che facciamo il possibile perché li riguadagnino quanto prima.

Penso al nostro ecosistema, che non mi sognerei mai di definire “perfetto”. (Sì, penso anche  all’importanza della comunicazione). Penso che non mi va di associare l’idea del coworking a un’azienda che può fallire.

Quasi quasi penso che la Cowo Economy sia meglio dei metri quadrati, e forse anche dei milioni di dollari (visto il risultato che producono).

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: