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rent-a-car marketing

Anche se non ne parlo più tanto, non per questo ho smesso di pensare a un modo di usufurire del bene automobile secondo un modello un pochino più innovativo di quello dell’acquisto.

Registro l’accordo di qualche tempo fa tra Car Sharing Italia e Guidami (di ATM) come una buona notizia, anche se il car sharing, dopo averlo testato per un anno, mi continua a sembrare un’opzione per signore che vanno all’Ikea o per single che vanno al cinema, non una valida alternativa all’auto di proprietà per chi ha famiglia, fa viaggi di lavoro, ha esigenze un pochino più forti, insomma.

Apprendo con piacere che Peugeot ha lanciato l’auto a punti (Mu), concetto a mio avviso interessantissimo, tutto da esplorare (anche in ambito coworking, perché no).

Mi iscrivo al Bike Sharing, e rimando ogni decisione.

Mi tengo la mia auto altri tre anni, perché l’offerta di noleggio a lungo termine più vantaggiosa che ho trovato è ancora lontana da ciò che intendo investire (150 euro/mese).

Scommettiamo che in questi tre anni ci arriviamo?

Sono solo curioso di vedere con chi (sarebbe buffo che non fosse una casa automobilistica né un rent-a-car, no?)

Cercherò qualcuno che mi noleggi un’auto con la formula del lungo termine tuttocompreso per una cifra non troppo lontana dai 150 euro/mese (costo della mia attuale vettura, tutto considerato) per tre anni.

Farò quindi in modo di non dovermi mai più preoccupare dei tagliandi e delle gomme, né di aver a che fare con assicurazioni e balzelli dello stato. E se me la rubano, rigano, o prende la grandine, io non c’entro.

Vedrò insomma di riuscire ad avere un’auto come servizio, a un costo prestabilito e invariabile, il cui utilizzo sia programmato e gestito in modo razionale.

In pratica, verso la fine di quest’anno proverò a non comprare un’auto.

(Nel frattempo, verificherò quello che dice un signore di una multinazionale del rent-a-car nei commenti a questo post, lascerò dopo un anno di iscrizione il Car Sharing che – pur valido – non ha secondo me le caratteristiche per costituire una reale alternativa all’auto di proprietà, andrò a fondo sulle promesse che mi ha fatto una concessionaria rispetto a quanto sopra, riguarderò ben bene il programma Recharge della splendida Toyota IQ che mi pare apra delle possibilità a chi come me vuole un’auto come servizio e non come costo spropositatamente assurdo e antieconomico).

[Disclaimer: non ho interessi né rapporti professionali di alcun tipo in questo ambito, scrivo da normale consumatore].

Ricevo una segnalazione molto interessante da Cristiano, che ringrazio:

AUTO: DALLA GERMANIA L’AUTONOLEGGIO AL COSTO DI UNA TELEFONATA = 19 CENTESIMI AL MINUTO PER NOLEGGIARE UNA SMART

Ulm (Germania), 22 ott. – (Adnkronos/Ign) – Daimler lancia una innovativa proposta per combattere il traffico congestionato dei centri urbani: ‘Car2gò. Un progetto nato quasi un anno fa a Ulm, la cittadina vicino a Stoccarda dove sorge il centro di ricerche del gruppo automobilistico tedesco.

L’idea è semplice, partirà in via sperimentale il prossimo 24 ottobre e, oltre a rinnovare il concetto di mobilità nei centri urbani, apre le porte a un nuovo tipo di business per il gruppo tedesco. Sarà la stessa Daimler a gestire ‘Car2gò, senza il coinvolgimento finanziario dei comuni, mettendo a disposizione dei cittadini, per un noleggio funzionante 24 ore su 24, un numero di Smart Fortwo Cdi proporzionale alle dimensioni della città e al numero di abitanti.

La novità di ‘Car2gò consiste nella facilità con la quale si accede al noleggio e nella versatilità di gestione. Dopo essersi iscritti (gratuitamente) al servizio, è possibile noleggiare una di queste Smart o telefonando alla centrale Daimler cittadina, o attraverso il sito web, o, se ce n’è una per strada, aprendola ed entrandovi direttamente, grazie ad uno speciale hardware installato sull’auto che riconosce il cliente attraverso un microchip. Quest’ultimo viene incollato sulla patente al momento dell’iscrizione. Una volta che l’auto avrà riconosciuto il cliente anche attraverso una password, sarà pronta ad avviarsi. Basterà prelevare la chiave di accensione dal vano portaoggetti, inserirla e mettere in moto.

Alla fine del servizio, non si dovrà riportare la vettura dove la si è presa, ma basterà lasciarla in un qualsiasi parcheggio cittadino non a pagamento.

Auto a libero utilizzo, paghi le ricariche.

(Il modello dei telefonini, per capirci).

Il progetto esiste e ne ha parlato Marco Montemagno all’Internet Show di venerdì scorso, al Teatro dell’Arte di Milano. Purtroppo mi è sfuggito il nome del progetto, chissà se qualcuno tra i presenti l’ha annotato. (Ecco, qui e qui, quello che ho trovato io in rete poi).

Ripeto: Auto a libero utilizzo, paghi le ricariche.

Stay tuned.

Uso l’autonoleggio, e lo trovo scarsissimo (già spiegato qui).

Da un po’ di tempo ne brontolo qui sul blog.

Beh, devo dire che il blog mi sta dando le soddisfazioni che il rent-a-car non mi dà…

Prima soddisfazione: sono venuto a conoscenza di alcuni fatti virtuosi e semi-sconosciuti del car sharing che mi hanno convinto ad iscrivermi. Devo ringraziare (oltre al fatto di bloggare) Cristiano per avermeli fatti notare in un suo commento a questo post.

Seconda soddisfazione: con mia sorpresa, una multinazionale dell’autonoleggio si è fatta viva (tramite Massimiliano) nei commenti di quest’altro post, raccontando alcune cose sulla loro visione del business e informandomi perfino su una iniziativa pilota di Noleggio a Lungo Termine che stanno testando in due ipermercati della Lombardia.

Due risultati forse piccoli, ma del tutto impensabili e irraggiungibili senza blog.

Ottimo spunto di un amico:

Non so cosa aspetta la Mercedes a vendere la Smart con un voucher che ti permette di riconsegnarla nel week-end e usare una berlina per il sabato e la domenica.

Forse però questo non è rent-a-car, forse è solo marketing… o forse qualcosa di ancora più innovativo e avanzato: il buon senso.

Quando ho saputo del car sharing, tempo fa, mi sono entusiasmato. Mi sono detto:

Vuoi vedere che è la volta che l’auto viene proposta in una logica di pay-per-use, un’idea al tempo stesso ecologica, economica, urbana, sostenibile, avanzata e avanti con gli aggettivi?

Non sembra essere così.

Anche questo tipo di offerta sul mercato, pur proposta in chiave semi-pubblica addirittura con incentivi, alla prova dei fatti risulta persino più cara del solito praticamente equivalente al noleggio auto, con i suoi pesanti limiti di rigidità e prezzo.

Ma facciamo parlare i conti.

Poniamo di usare una Grande Punto per un viaggio di lavoro Milano-Bologna-Milano. Partenza ore 8.00, rientro ore 18.00. Km 400.

Con la proposta Guidami.net, le quote conteggiano sia il kilometraggio (0,50 euro/km fino a 80 km, 0,40 oltre gli 80 km), sia le ore di utilizzo (2,20 euro/ora), oltre a una quota fissa di iscrizione annuale al servizio pari a 216 euro per le società, e 120 euro per i privati.

Il nostro viaggio a Bologna costerà quindi un totale di 190 euro, senza contare la quota associativa annuale di 216 euro.

Esaminando quanto offerto da Car Sharing Italia, l’antifona non cambia: 0,47 euro/km fino a 100 km, 0,40 euro/km da 100 a 300 km, 0,30 euro/km da 300 km in su, poi il costo orario pari a 2,20 euro/ora, la quota associativa di 180euro/anno e anche una cauzione di 150 euro.

Costo della trasferta in questo caso: 179 euro, esclusa quota annua di 180 euro e cauzione di 150 euro.

Adesso rivolgiamoci al simpatico mondo degli autonoleggi tradizionali. Per esempio Europcar.

Prenotando online, il costo giornaliero dell’auto comprensiva di 100 km di percorrenza è pari a 55,08 euro, a cui vanno aggiunti 15,60 euro/giorno di esonero responabilità danni e 12 euro/giorno di protezione infortuni, oltre a 0,2 euro/km oltre i 100 compresi. [UPDATE – Come mi fa notare giustamente Cristiano nei commenti, il car sharing comprende nei costi il carburante, metre l’autonoleggio no. Quindi aggiungiamo al calcolo 50 euro di benzina].

Totale costo autonoleggio Milano-Bologna-Milano, prenotando online: 192,68 euro, senza alcuna quota associativa annuale. (Quanto alla cauzione, ho notato che le società di autonoleggio bloccano una cifra sulla carta di credito di alcune centinaia di euro, blocco che viene revocato alla consegna dell’auto).

Con queste caratteristiche, non so a chi possa interessare il car sharing, forse a chi impiega il taxi più volte nell’arco della giornata, muovendosi in città (ma anche lì, ci sono le smart a pochi euro al giorno)… insomma, a me sembra tanto un’occasione persa. Peccato.

Dedico questo post a tutti gli anonimi cercatori di parole chiave che sono arrivati su ohmymarketing. (E’ una dedica come il milite ignoto, uno per tutti).

In segno di gratitudine, ecco alcune risposte dedicate alle keywords di ieri.

keyword: “chi votare, “per chi votare” e “per chi votare?”

risposta: per qualcuno che non ti dispiacerebbe avere come genero

keyword: “oh my marketing”

risposta: presente

keyword: “cosa è ufficio acquisti”

risposta: questo

keyword: “elance”

risposta: il più grosso job center online per freelance, dove la domanda e l’offerta non hanno confini, e neanche la concorrenza (vedi anche Il mondo è piatto e The 4-hour Workweek)

keyword: “vicky gitto”

risposta: quasi un amico, dato che lo incontro nelle statistiche almeno due volte a settimana ;-)

keyword: “lo spazio più creativo di roma”

risposta: mi informo

keyword: “che macchina compro???”

risposta: guarda su ebuga

keyword: “smart autonoleggio da comprare”

risposta: se cerchi una smart ex-autonoleggio non so come aiutarti, se cerchi un autonoleggio più smart dei soliti… nemmeno (lo sto cercando anch’io da tempo).

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Ogni tanto faccio il punto della mia situazione identità. Così, per presentarmi a chi arriva qua per caso.

Lavoro in pubblicità per Monkey business, tengo la directory di Aziende con le Orecchie (le aziende italiane che fanno marketing dell’ascolto, cioè blog etc., ad oggi una sessantina), poi c’è il wiki dei corporate bloggers italiani, fermo a quota 20 da un po’.

Appuntamento fisso del blog, tre libri sul comodino (cioè quello che leggo, ho letto e leggerò), mentre il post più letto finora racconta cos’è per noi un art director.

Infine, ogni tanto mi lamento sul rent-a-car marketing.

Secondo me, chi si fa un giro su questi link mi conosce come se passassimo una domenica insieme…

Lui ha un furgoncino per lavoro e una moto.

Lei può usufruire di un’auto di famiglia in condivisione, senza troppi problemi.

Però… per la settimana bianca come si fa? E se vogliamo fare il giro dei castelli della Loira, quest’estate? E quando lui deve fare il giro dei clienti italiani, due volte l’anno?

L’esigenza di un’auto ci sarebbe, ma certo non tale da giustificare un’acquisto.

Ci vorrebbe un noleggio, ma intelligente però.

Eh.

Avevo già parlato di Ebuga, in un post intitolato “comprare la macchina con il passaparola“. E’ un sito dove vengono pubblicate le opinioni della gente sulle auto che provano (ad oggi ci sono 1284 recensioni).

Apprendo poi dal sito di Marco Massarotto che hanno anche un blog.

Mi fa sempre un’impressione pazzesca vedere l’impatto che può avere internet sulle abitudini di acquisto, anche in un bene come l’auto, l’acquisto “importante” per eccellenza.

(Del resto non è un caso se c’è chi lancia i nuovi modelli con i blog).

E se invece di comprarla, l’auto, la volessi noleggiare?

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Facciamo un po’ d’ordine.

La mia agenzia di pubblicità si chiama Monkey business, ogni settimana aggiorno la directory di Aziende con le Orecchie (le aziende italiane che fanno marketing dell’ascolto, cioè blog etc., ad oggi 53 54) ed ho creato da poco il wiki dei corporate bloggers italiani.

Qui su ohmymarketing, ho una specie di rubrichetta fissa sui libri che leggo (tre libri sul comodino), tra i post più letti i consigli inutili per giovani creativi.

Ah, ho anche la mania del marketing dell’autonoleggio (nessun interesse, sono solo un utente insoddisfatto e brontolone).

Presentazione in provincia di Napoli. Programma: partenza da Milano con l’Eurostar prima dell’alba, arrivo a Napoli Centrale, rent-a-car, panino, riunione, stazione, rientro a notte fonda. Dura, ma si può fare.

Chiamo Maggiore alla stazione di Napoli (sono un vip per loro, come sapete) e prenoto la mia macchinetta. Prima di mettere giù ho un flash, visto che arrivo alle 12.12 e non viaggio con le ferrovie giapponesi, chiedo: non è che chiudete a pranzo, vero? E infatti:

Siamo chiusi dalla 13 alle 15.

Annullo tutto e chiamo Hertz:

Siamo chiusi dalle 13 alle 14.

Riprovo con Avis:

Orario continuato, non si preoccupi.

Così si fa. Well done Avis.

Sono socio del “Maggiore Club Classic“.

Fin qui niente di strano, lo sanno tutti che sono un tipo figo.

E’ una tesserina che mi è arrivata dopo aver fatto due noleggi.

Adesso ricevo una lettera che mi dice:

Non rinunciare ai vantaggi che il Club ti riserva!

La tua carta, infatti, se non utilizzata entro marzo 2008 sarà automaticamente disattivata.

Automaticamente attvata, automaticamente disattivata. Hanno fatto tutto loro.

Ma – dico io – non sarebbe meglio che pensassero a delle strategie un po’ più intelligenti, invece di sprecare carta, plastica, ore di lavoro, spazio nella borsa del postino, la mia attenzione ecc ecc

Riunione a Padova, anzi: fuori Padova.

Quale migliore occasione per provare la convenzione Trenitalia/Sixt “viaggia in treno e trovi la tua auto in stazione ad aspettarti”?

Prenoto quindi una Smart, comunicando l’orario di arrivo, raccomandandomi molto perché ci tenevo ad arrivare puntuale dal cliente.

Sono così preoccupato, in effetti, che chiamo il call center anche una ventina di minuti prima di arrivare in stazione, dal treno.

“Non si preoccupi” mi dice una voce cortese ed efficiente “chiamo io l’addetto in stazione per assicurarmi che sia tutto a posto”. Vengo anche richiamato: “Sig. Carraro, tutto ok, la stanno aspettando”.

Arrivo a Padova, vado al binario 1 dove trovo l’ufficio Sixt… chiuso.

Busso, sbircio dentro… niente, non c’è nessuno.

Chiamo di nuovo il call center, faccio presente la situazione, dico che ho già un piede sul taxi, loro mi mettono in attesa, poi mi dicono… che l’incaricato si è assentato un momento e sta per arrivare.

Ringrazio, metto giù, aspetto cinque minuti.

Poi mi rimetto in fila per i taxi, sforzandomi di stare calmo perché incazzarsi fa male alla salute.

Mi trovo spesso a pensare al marketing degli autonoleggi.

Ho incrociato diverse volte questo mondo, in quanto possiedo un’auto piccola e ricorro al noleggio ogni qual volta mi tocca andar lontano, in posti dove non arriva il treno.

Sono cliente di questi signori, questi, questi e anche di questi.

Poi, come tutti, ogni tanto mi ritrovo a valutare l’acquisto di un’altra auto, quale modello, quanto spendere ecc.

E poi, ogni volta, mi dico:

Ma perché cavolo devo impegnare diverse decine di migliaia di euro (magari indebitandomi) in un bene che si svaluta a partire dal primo minuto di utilizzo, mi obbliga a stipulare contratti con assicurazioni, a pagare tasse allo stato, a fare la manutenzione, ad impegnare box/parcheggi perché altrimenti me la rubano, a fare compromessi perché non posso certo permettermi la monovolume per i weekend, la spider per l’estate e la minicar per la città… e dopo 3/4/5 anni rimettere il veicolo sul mercato, facendomi spennare per averne un’altra, con cui ricominciare l’allegra solfa… (sperando che nel frattempo non mettano fuorilegge la marmitta, o mi facciano circolare una domenica sì e una no)…
…quando posso noleggiare l’auto che mi serve, in perfette condizioni e col pieno già fatto, nel momento che mi serve per il tempo che mi serve, e poi ciao fino alla prossima volta?

Ho infatti la fortuna (?) di vivere in una grossa città, non lontano dalla metropolitana/stazione ferroviaria, di non dover usare l’auto per lavoro troppo spesso, e di non essere particolarmente appassionato al *possesso* di una macchina.

Felice quindi? No, neanche un po’.

E’ mia modesta opinione che il marketing dell’autonoleggio sia lontanissimo dal suo vero potenziale, che sta, secondo me, nell’imporsi come alternativa al tradizionale acquisto dell’auto. Provo a spiegare perché.

1.

Se ci fosse la possibilità di formule di noleggio più elastiche, per periodi variabili anche medi o mediolunghi, sono convinto che il ragionamento qui sopra lo farebbero in molti, ma proprio tanti.

(Non mi riferisco ai contratti di noleggio a lungo termine, comunque costosi e tipicamente per aziende, bensì a utilizzi più sporadici e differenziati).

Siamo sicuri che le famiglie siano felici di pagare cinque anni di rate per il monovolume che alla fine dei cinque anni chissà cosa vale, e magari nel frattempo si rompe pure (per non parlare della benzina, che fra cinque anni costerà come il barolo d’annata)?

2.

Trovo eccellente la possibilità di usufruire di diversi tipi di veicolo a seconda delle necessità.

Se vado in montagna con la famiglia mi serve una buona auto media. Se mi vengono a trovare i parenti per Natale, mi fa comodo un bel 7 posti. Se voglio sfiziarmi a luglio con una scoperta, perché no. Se per lavoro vado in Sicilia e poi desidero visitare la zona nel week-end, eccoci. Se devo fare un viaggio di lavoro con una persona importante, voglio un modello prestigioso. Se trasloco, mi serve un grosso furgone. Se voglio fare vedere l’Europa a mio figlio quest’estate, vedo bene un camper.

Mi pare talmente evidente la convenienza di questa modularità che… probabilmente mi sfugge qualcosa – cosa peraltro probabilissima, non mi sento certo in grado di giudicare, però di parlare come cliente, questo sì.

A me sembra che i fornitori del servizio amplierebbero a dismisura il loro mercato, e i loro clienti godrebbero degli evidenti vantaggi di

A) non impegnarsi nell’acquisto di un auto
B) usufruire di veicoli diversi a seconda delle necessità (e sempre in ordine, le gomme nuove ecc)

3.

Perfino nei termini in cui questo servizio viene offerto oggi, riscontro margini che mi sembrano parecchio migliorabili. Spunti:

Perché non posso avere l’auto a domicilio, pagando un sovrapprezzo?

Perché non posso riconsegnarla in un’altra città senza essere rapinato dalle penali?

Perché ai numeri verdi di prenotazione non risponde mai nessuno?

Perché devo fare una ispezione attentissima all’auto prima di prenderla in consegna altrimenti rischio di accorgermi dopo 150 km, come mi è accaduto di recente, di un sospettissimo pezzo di scotch tra parabrezza e carrozzeria?

Perché danno auto con la spia dell’olio che si accende?

Perché si “dimenticano” spesso e volentieri di sbloccare la cauzione di 1000 euro dalla carta di credito dopo la riconsegna?

Perché non mi si incentiva con un serio programma di sconti progressivi, con risparmi crescenti a fronte di un maggior utilizzo?

Perché non posso avere un pacchetto preacquistabile semestrale/annuale a scalare?

Possibile che la visione di un un servizio con un mercato potenziale come quello dell’auto in acquisto sia sempre e solo: o manager che arrivano in aeroporto o famigliole in vacanza in Irlanda?

Siccome non posso crederci, ho deciso di diventare un osservatore permanente di questa situazione, con tanto di categoria dedicata sul blog: si chiama rent-a-car marketing. Stay tuned.

[DIMENTICAVO] – Perché non posso disporre di un parcheggio comodo per la mia auto (o di una convenzione con i parcheggi esistenti), vicino alla sede di prelevamento?

[DISCLAIMER – 8/9/2008] – Qualcuno mi ha fatto notare che questa piccola saga di commenti sul rent-a-car marketing potrebbe sembrare creata ad arte per influenzare dei lettori. Non so cosa dire, a me non era nemmeno passato per la testa. Sono un consulente di comunicazione e marketing, e proprio per questo conosco bene il valore della reputazione… sarei un vero cretino a sputtanarmi così :-)

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