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Sono sempre stato un fan delle scelte apparentemente casuali.

Ma solo dopo aver letto questo bel post di Marco Massarotto su “che futuro, ho capito quanto sia fondamentale questo atteggiamento, in realtà.

Come dice Marco, in rete è opportuno e consigliabile navigare a caso, muoversi senza logiche apparenti, cercare la serendipidity con costanza e impegno.

Scacciamo la paura di perdere tempo, rimaniamo hungry and foolish: la Social Discovery si fa così.

Come quando ti perdi in una città, in fondo apposta, perché sai che solo perdendo le strade che conosci ne scoprirai di nuove.

(Tra l’altro, ora sappiamo cosa leggere quest’estate: “Filter Bubble” di Eli Pariser).

Se pensate a quante aziende sono nate in Italia nei mitici anni ’60, capirete immediatamente l’importanza del problema del passaggio generazionale nelle aziende di famiglia italiane.

Praticamente tutti i fondatori di quelle industrie stanno ora passando le consegne ai figli, agli eredi, a… società estere.

E’ un passaggio complicato e delicato, dove il giusto approccio può fare la differenza, e rendere più felici tutti i protagonisti della storia.

Dal mio punto di vista, sono coinvolto nella cosa… non come erede-pupillo di una ricca dinastia industriale italiana, ma come consulente di comunicazione dell’Università Cattolica, organizzatrice del convegno.

Il convegno si terrà nel pomeriggio di giovedì 29 maggio, all’aula magna dell’Università Cattolica in Largo Gemelli. Ingresso libero previa registrazione qui, e informazioni al n. 02/80583037.

Qui, qui e qui i video di alcuni relatori.

[Disclaimer: il blog FamilyBusinessSmart è curato dalla mia agenzia].

Il libro di Luca De Biase credo che mi riporti in quelle zone umaniste della riflessione su internet che ho frequentato con piacere leggendo La parte abitata della rete.

Ricordo di aver letto da qualche parte che De Biase indaga su quel “bisogno di senso” con cui ci lasciano i nostri sistemi economici, a fine giornata.

Qui una breve intervista.

Luca Conti lancia una bella idea: una manifestazione, da parte della blogosfera, a favore dell’importanza del voto.

Da realizzarsi con un post intitolato “Io sostengo…”.

Luca dice anche che non dovrebbe essere un problema, tra cittadini adulti ed evoluti, dichiarare le proprie simpatie politiche, quindi ecco qua la mia: WV.

Per come ha saputo cambiare la città di Roma, dimostrando una capacità di amministratore della cosa pubblica assolutamente rara in Italia. E anche perché non ha 200 anni di età.

Cerchiamo di farcela, a migliorare questo paese, potremmo essere il miglior posto al mondo dove vivere. Diamo una chance a uno che ha un’età decente, curriculum decente, voglia decente (e faccia decente ;-)).

Ho da un po’ di tempo un problema con Mail, il programma di posta Mac. Dopo aver smanettato un po’ ho pensato che magari qui passa qualcuno che mi dà una mano.

Succede che accanto alla casella della posta in entrata è uscita l’iconcina del “fulmine” (l’ho sempre vista quando mancava la connessione, poi spariva). Ormai da 10 giorni è lì fissa, e ok. Il problema è che il programma non si muove quasi più, io credo che sia per la gran quantità di mail che ci ho archiviato dentro (lo so lo so che l’email non è un archivio…).

Qualcuno sa come salvare l’archivio messaggi senza buttare via tutto?

Oppure come eliminare, che ne so, tutti gli allegati delle mail inviate senza toccare i messaggi?

Oppure dare una risettata al programma senza perdere tutto? (La questione dell’archiviazione intelligente delle email cmq per me è un problema aperto, al di là di questa questione…)

Grazie in anticipo.

Leggo su Nòva di ieri che c’è un browser specialmente pratico per chi usa i social network, i blog ecc.
Si chiama Flock e avrei subito voglia di provarlo, ma nelle cose che uso tutti i giorni sono un late adopter.

Quindi aspetto prima che lo scelgano in tanti, in ossequi alla saggezza della folla (teoria che ho scoperto di recente, raccontata in questo libro).

Vi chiedo scusa. Il motivo forse è questo.

Solo ieri ho scoperto che da qualche mese in qua (cioè da quando ho messo la posta su gmail) ho degli antispam belli aggressivi, che non fermano solo venditori di cialis e rolex, ma magari anche qualcuno che mi scrive per la prima volta.

Quindi sono andato a vedere e mi sono trovato pagine e pagine di messaggi di spam, ma forse anche no, chi lo sa.

L’unica soluzione possibile, dopo un po’ di tempo passato a spulciare, era l’eliminazione totale.

Se qualcuno, tra chi legge, dovesse essere stato vittima di questa epurazione, sperò avrà la pazienza di scrivermi di nuovo. (Di solito rispondo a tutti nel giro di qualche giorno, max una settimana).

flowers

Circa due mesi fa, quando è nato ohmymarketing!, piantai dei semi di pomodoro.

Tutte le sere da allora, tra un feed e un post, innaffio la piantina.

 L’altra sera abbiamo colto e mangiato il primo pomodoro. Buonissimo.

A questo punto la domanda viene spontanea: come lo metto su technorati il tomato?che sapore avrà il blog a questo punto?

Would it make any difference? Would it be different for me? Would it take a different effort? Would it effect my attitude or the tone of my conversation? Would I choose different topics? Would I think differently?

I don’t know, the world is so much bigger than our little, beloved country of Italy, here.

Just wondering.

(And hi, James from Brazil, who posted here yesterday, and American Copywriter who quoted ohmymarketing! the other week).

flowers

Interessantissimo video dove Tim Ferriss, autore di 4-hour workweek intervista Robert Scoble (autore di Naked Conversations) e si informa su come fa a leggere 622 feed al giorno, quando lo fa, perché qualcuno lo definisce human aggregator… ma non è di questo che voglio parlare.

Semplicemente, osservate l’immagine, visto il libro che ha dietro? Visto il libro che c’è nella colonna qui a destra sotto la scrittina *sto leggendo*?… Connection!

Su Infoplease trovo la classifica delle lingue più parlate al mondo:

1. Chinese (Mandarin) 1,075,000,000
2. English 514,000,000
3. Hindustani1 496,000,000
4. Spanish 425,000,000
5. Russian 275,000,000
6. Arabic 256,000,000
7. Bengali 215,000,000
8. Portuguese 194,000,000
9. Malay-Indonesian 176,000,000
10. French 129,000,000

Su Hagakure, quella delle lingue più parlate nelle blogosfera, tratta dal rapporto annuale 2007 di Technorati:

1. Giapponese (37% di tutti i post)
2. Inglese (36%)
3. Cinese (8%)
4. Italiano (3%), Spagnolo (3%)
5. Russo (2%), Francese (2%), Portoghese (2%)
6. Tedesco (1%), Farsi (1%)
7. Altre lingue (5%)

A parte le battute, essere a pari merito con gli spagnoli, che sono 7 volte noi, mi pare un bel segnale.

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